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Akrotiri 
Il sito archeologico di Akrotiri è il più importante
di Santorini e il meglio
conservato tra quelli scoperti finora nell'Egeo. Gli scavi
vennero avviati nel XIX secolo dagli archeologi francesi Gorceix
e Mamet, per poi essere portati avanti dal barone tedesco von
Gaertringen (che tra l'altro scoprì Thera Antica negli
stessi anni) e infine da Christous Doumas.
La città preistorica di Akrotiri raggiunse il suo apice nel
periodo Tardo Minoico IA (1550-1500 a.C.), per poi essere
distrutta in seguito all'eruzione del vulcano che la sotterrò
sotto strati di pietra pomice. Fatto che peraltro, contribuì a
conservare gli edifici e gli splendidi affreschi, oggi
conservati nel Museo Archeologico Nazionale di Atene.
Ad Akrotiri sono stati rinvenuti moltissimi oggetti di
ceramica, sia di produzione locale, che importati da Creta e
dall'Argolide.
Ma Akrotiri è soprattutto nota per la pittura: tra gli
affreschi ritrovati sulle pareti palazzi ricordiamo quelli delle
scimmie azzurre, le antilopi, i fanciulli pugili, i
pescatori, i papiri.
Oggi, non lontano dal sito archeologico, a circa 12 km a
sud-ovest da Thera, c'è il villaggio
di Akrotiri, dominato da un castello veneziano medievale buttato
giù nel periodo della dominazione turca, le cui rovine sono
ancora visibili.
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